Storia della Capoeira
Quattro domande sulla capoeira
Che cos'è la capoeira?
Arte marziale, danza, gioco, musica, folclore: una definizione che non basta.
Come e dove è nata?
Dalle origini africane alle piantagioni del Brasile.
Come si è sviluppata?
Dalla clandestinità alla diffusione in tutto il mondo.
Perché è così ricca di significato?
Per chi la pratica è storia, cultura e libertà.
Che cos'è la capoeira?
Dire che la Capoeira è semplicemente uno sport o una disciplina è riduttivo.
Arte marziale, danza, gioco, musica, folclore, storia, cultura, arte, divertimento; Capoeira è tutto questo, ma anche di più.
È manifestazione del bisogno di libertà che appartiene ad ogni essere umano.
È forza vitale.
Da dove ha origine?
La storia della Capoeira e l’origine di quest’arte sono a tutt’oggi oggetto di dibattito e non esistono molte fonti scritte che possano avvalorare una tesi piuttosto che un’altra.
Quello che è certo è che la storia della capoeira è strettamente legata a quella degli schiavi portati dall’Africa al Brasile a partire dal XVI secolo, per lavorare nelle piantagioni del nuovo continente.
Fallito il tentativo di “addomesticare” le popolazioni indigene, infatti, i portoghesi iniziarono a deportare molte persone dalle colonie Africane, da sfruttare in nome dello sviluppo del nuovo continente.
Tuttavia, la maggior parte dei documenti legati alla schiavitù africana in Brasile sono stati distrutti e il patrimonio culturale afro-brasiliano è tramandato nei secoli per lo più oralmente, sotto forma di musiche, racconti e leggende.
La storia della capoeira
Arrivati in Brasile dopo un viaggio di diverse settimane, in condizioni disumane, gli schiavi vengono venduti ai senhores do engenho, marcati a fuoco e rinchiusi nelle Senzalas.
I commercianti di schiavi formano gruppi di schiavi provenienti da tribù diverse, con tradizioni e lingue diverse, così da rendere difficile la comunicazione e ogni possibilità di ribellione.
L’unica cosa che ciascuno porta con sé dalla terra d’origine è la propria cultura e il proprio credo che, insieme all’istinto di sopravvivenza, l’astuzia e gli insegnamenti della natura, porta gli schiavi africani a sviluppare una forma di lotta e di difesa capace di rispondere alla violenza e la repressione quotidiana: LA CAPOEIRA.
E poiché i senhores de engenho proibiscono qualsiasi tipo di lotta, dopo giorni di lavoro massacranti gli schiavi si riposano nelle senzalas (dormitori) e – complici la danza e la musica che mascherano lo sviluppo di una lotta – la Capoeira trova il suo spazio come forma di resistenza fisica e culturale degli schiavi africani in Brasile e dei loro discendenti.
Dal 1600 a oggi
Durante il periodo delle invasioni olandesi a metà del 1600, il Brasile, una colonia portoghese ricca di risorse naturali, diventa un campo di battaglia. Questo periodo di conflitto e instabilità offre ai molti schiavi africani l'opportunità di fuggire dalle fazendas (piantagioni) e formare i Quilombos, vere e proprie comunità autonome. In queste “repubbliche libere”, la capoeira si evolve come una pratica difensiva e simbolo di libertà. Gli schiavi fuggiti utilizzano le tecniche della capoeira non solo per proteggersi e sopravvivere, ma anche per mantenere viva la loro cultura e storia.
La fama dei capoeiristi comincia a crescere. Nel contesto della guerra contro il Paraguay (1865-1870), i capoeiristi vengono reclutati e mandati a combattere. Le loro abilità in battaglia e il successo ottenuto danno alla capoeira una nuova immagine di forza e valentia. Dopo l'abolizione della schiavitù nel 1888, molti ex schiavi si trovano senza sostegno né risorse. La capoeira diventa così un mezzo di sopravvivenza nelle strade, ma anche un simbolo di resistenza e orgoglio afro-brasiliano.
Con l'istituzione della Repubblica nel 1889, la capoeira viene vista come una minaccia e bandita ufficialmente. La pratica clandestina della capoeira continua, però, a fiorire, in particolare nelle aree urbane, dove diventa un simbolo di resistenza culturale. In questo periodo, la capoeira inizia a incorporare elementi musicali più distinti, come il berimbau, e a sviluppare un codice etico più strutturato. La trasmissione delle tecniche e delle tradizioni di generazione in generazione diventa un atto di resistenza culturale e di conservazione dell'identità afro-brasiliana.
Negli anni '30, arriva al potere Getúlio Vargas che, per prevenire l'instabilità sociale e di rinforzare l'appoggio popolare, permette nuovamente la pratica della capoeira in luoghi appropriati. Questo atto di legalizzazione segna l'inizio dell'istituzionalizzazione della capoeira, che inizia a essere insegnata in scuole e accademie. Non è più solo vista come una forma di lotta o danza, ma come un elemento importante della cultura brasiliana. Da questo periodo in poi, la capoeira si diffonde a livello internazionale, diventando una pratica globale che attrae persone di ogni paese, genere, colore e provenienza sociale, mantenendo le sue radici come espressione di resistenza e libertà.
“Capoeirista não é aquele que sabe movimentar o corpo, e sim aquele que se deixa movimentar pela alma”.Mestre Pastinha
“A capoeira é para todos mas nem todos são para capoeira”.Mestre Bimba
Vieni a provare una lezione
La capoeira è uno sport di condivisione e musica che si svolge all’interno di un cerchio. Non è competizione ma uno scambio di energia, un dialogo tra due persone che si sfidano con movimenti di attacco e difesa, e anche di acrobatica.
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